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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Lunabionda Valentina Di Caro
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Ribellione 5 luglio 2011 · lettura 2 min · 1146 letture

A poem

Lunabionda Valentina Di Caro 452 poesie pubblicate
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Prologo Maledetto lurido bastardo TEMPO da questo inverno ti sei annodato alla carotide assassino delle mie illusioni mi porterai via tutto ma non la mia pazienza cialtrone burattino incantatore che di mese in mese procrastini l'incontro ed io vi giungo ...sola! Sonetto I E dir che alla fermata mi son recata con un cartello in mano di benvenuto e sventolando la foto e il cuore ho stretto al petto un girasole fasciata nel mio abito migliore con le caviglie stentate a malapena in tacchi rispolverati d' occasione... ...per esser bella... come m'immaginavi Sonetto II Ed ogni alba è diventata pozzo e la pazzia... patologia la mia notte è già il tuo giorno neppure gli incubi ci corrispondono dall'altro capo della terra c'è chi prima di far l'amore deve finir la guerra... Perché l'onore vale più della mia pena che la tua assenza genera e matura ma sono stanca adesso... è ora di pensare alla mia cura Sonetto III Ho dato il sangue alla mia causa pagato debiti che non avevo non posso mettere in saldo anche il domani devo solo aspettare a darti un volto e un nome Epilogo Mi addormentai forse tre mesi fa non ricordo ancora adesso che ora fosse Staccai la spina che alimentava la biologia molecolare di un corpo morto che ignaro adesso attende il disgelo senza mai domandarsi a che distanza sia giunto il passaggio delle carovane di calore
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Lunabionda Valentina Di Caro

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Commenti (4)

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Michele Tropiano5 luglio 2011

La vedo più come uno sfogo, un fiume di parole per esprimere rabbia, che una poesia, una sorta di poema come detta anche il titolo. Ci sono alcune rime qua e la ed il testo ha una buona musicalità, però il testo non è molto poetico nelle espressioni e nel lessico usato. Tra l'altro, le strofe di mezzo le chiami "Sonetto", ma un sonetto è un tipo particolare di componimento che ha delle sue regole abbastanza fisse, che tu non rispetti per niente, quindi tale denominazione è totalmente impropria.

I
Il Crudo5 luglio 2011

finalmente un po' di forza e di originalità nel piattume generale. Il finale non mi ha molto colpito, come avrebbe meritato un testo così incisivo

Rossi Alessio5 luglio 2011

Un poema forte, rabbioso, intenso... per non parlare dello splendido accompagnamento musicale... A me piace, e parecchio. La conservo, complimenti

Matteo Cotugno6 luglio 2011

un poema per la vita di un'esperienza, dolorosa... tangibilmente dolorosa come piena di speranza era... nella sua attesa, nelle sue attese... quando sventolava il cuore... la disillusione e il disgelo di un'anima in evoluzione... eccellente! e bella la tua provocazione... colpito e affondato... del resto paradossalmente l'unica regola nella poesia dal 900 ad oggi è l'assenza di regole...