Hai lasciato il libro
Franco Scano
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Hai lasciato il libro
con la copertina bianca sul comodino
e ti svegli
e non si è spostato nemmeno oggi.
E la polvere strisciata via con le dita.
E le righe parallele.
E la tv è ancora accesa e non ricordi da quanto
ma sembra che non sia cambiato niente.
E infili le calze nere e gli anfibi scoloriti,
la maglietta che non hai mai voglia di stirare.
Calchi la matita nera sul contorno degli occhi.
E ti pesa essere donna
e guardi il seno troppo grande.
E ti hanno detto che i cereali sono buoni,
e sono colmi come sempre di latte bianco.
E resta il segno nero delle tue labbra sul bordo della tazza.
Hai troppi buchi nelle orecchie,
metti gli orecchini in fila
e poi li togli e poi li metti di nuovo.
Ed il telefono continua a squillare.
E sembra che non ci sei mai.
E urli: "Io sto bene".
Ed il gatto fa miao, il cane fa bau
e tu non sai che animale essere,
e non sai che verso fare.
Ed i capelli rossi,
ed esci e corri.
Ed anche Berlinguer è morto,
ma ti dici di essere giovane
e prendi fiato.
E ricominci a correre.
L'unità, il controllo, la democrazia,
la supremazia, l'opposizione, la rivoluzione,
il gioco delle perle di vetro,
e il tamburo di latta.
E ci sono i topi.
E ci sono ragnatele, reti,
e fregature
ma i coltelli di una volta non tagliano più.
E urli: "Portami via".
E guardi di sotto. Acqua. Odore, sudore, umore.
E ti attira.
E' un salto. A piedi uniti.
Stretta a te stessa,
raggomitolata.
E non tornerai.
Datemi un modulo in cui stare
ed un vestito da indossare
e parole da dire.
Giuste, convenienti e rotonde.
E poi un giro, un altro e un altro. Ancora.
E ti ricordi i dischi,
le cassette, le autoradio, le monete che non avevano valore,
le parole che non avevano sapore.
E forse tornerai.
E' adesso, proprio adesso che non ci sei.
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Franco Scano
Commenti (1)
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I
Il Crudo6 luglio 2011
parole a cascata, riesci a toccare nel vivo. apprezzo.
