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Amore 5 luglio 2011 · lettura 1 min · 6656 letture

S- pieghe

Pietro Roversi 164 poesie pubblicate
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Come faccia la curva la luce (dal fatto dietro l'angolo agli arresti domiciliari) non è un mistero: un'onda radio sgorga in circolo. Invece come un dramma viaggi in linea retta, s'irraggi a gamma, eppure ci paia diffonda sanguinando nell'etere, stupisce. Sarà che arranca sempre in un esterno. Salvo sorga da pesci degli abissi, portalampade, infissi, un armadio. O più semplicemente ci dichiari dissidenti quali siamo, insorgenti a luminosi e penetranti sentimenti. Che allora splenderemmo vascolari e trasparenti, e tutto si spiega.
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Congiuntivi e indicativi sono grammaticali, il solo scontro è nel finale condizionale/indicativo. Sorga è il congiuntivo di sorgere non di sgorgare. La frase che finisce in "stupisce" è capibile mettendo stupisce all'inizio. Stupisce che sebbene i nostri sentimenti possano essere fermati da un muro (a differenza delle onde radio che informano il dissidente agli arresti domiciliari), a noi pare di perderli come sangue. Ma se invece siamo sorgenti di luce, e la nostra pelle trasparente, la gente puo' vedere i nostri vasi sanguigni. Ed ecco risolta la contraddizione.

L'autore
Pietro Roversi

Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc

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Commenti (2)

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I
Il Crudo5 luglio 2011

un rompicapo... è una poesia o un rebus? che mal di testa!

Michele Tropiano5 luglio 2011

Ho dovuto fare molta fatica a capire alcune concordanze dei verbi: "come un dramma viaggi in linea retta" (viaggi congiuntivo o indicativo seconda persona?) poi "s'irraggi" (voce del verbo irraggiarsi? ma allora cos'è un altro congiuntivo?) ci paia palesemente congiuntivo, "stupisce" indicativo terza persona. Poi ho capito, ma ce ne ho messo un bel po'. Al penultimo verso, infine, "Che allora splenderemmo vascolari" ma quel "che" cosa sarebbe? Proprio non capisco. Una poesia, come detto prima di me che mi sa di rebus, troppo, davvero troppo contorta.