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Riflessioni 6 luglio 2011 · lettura 1 min · 1622 letture

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Coltre pesante lanosa ti scalda ti copre riposi le membra nel liso cappotto. Sdrucito di ceto sociale infimo, logoro animo racchiudi le origini, lo status quo modus vivendi ai colleghi, mostri, irridenti. Nuovo paltò sartoria alla moda fine elegante fiammante l'ardua salita è finita scalata. Alle stelle il cielo tocchi con mano gruppo d'elite ammira zimarra. Lo perdi nel vacuo ladro d'onori di stantia borghesia orecchie dure vana giustizia la perdi l'umile vita. Fantasma geniale vendetta tremenda gambe tremanti di impauriti fanti.
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Proveniamo tutti da lì. Gogol docet.

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Paolo Morganti
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Commenti (3)

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Sara Acireale6 luglio 2011

Si siamo noi... riprendiamoci la vita, la terra, la luna... e geniale poeta che sa osservare e "memorizzare" e analizzare le esperienze della vita. Questa poesia si rivela essenzialmente come un piccolo grande mosaico di immagini evocative e di impressioni. Secondo un mio "personale parere" questa poesia è da definirsi sociologica perché tende a un dialogo con il lettore, il tutto con una spontaneità capace di tradurre le impressioni in immagini vive e nitide sulle cose e sulle persone.

EnzoL6 luglio 2011

una lirica che mi ha tolto la parola... tutti facciamo ci mostriamo, presentiamo una serie di immagini che nascondono ovviamente una radice unica... Grande Autore!

Patrizia Ensoli6 luglio 2011

Straordinariamente bella e sentita, guardiamoci bene allo specchio ... cosa ostentiamo, tutti siamo origine unica, e tutti finiremo allo stesso identico modo... Bellissima, complimenti!