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Sociale 7 luglio 2011 · lettura 1 min · 2248 letture

Infibulazione

Fiammetta Campione 450 poesie pubblicate
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Volevo giocare volevo correre volevo sorridere possenti mani m’hanno preso hanno assediato il mio corpo - perché quei coltelli? – incredula li guardavo negli occhi terrore e sgomento un grido silenzioso ha lacerato l’aria mentre loro laceravano me le mani di chi mi ama - di chi mi ama! – violato hanno il mio sesso mutilato l’anima un solo istante... il mio corpo mai più sarà mio volevo solo sorridere...
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ho sentito di dover scrivere qualcosa sulla barbarie di questa pratica che è ancora largamente diffusa, purtroppo...

L'autore
Fiammetta Campione

A volte basta uno sguardo...e le parole diventano superflue. Ma le parole delle poesie sono altro: ti prendono e ti portano via, dove vogliono loro - e anche dove vuoi tu... E si rinnova l'incanto.

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Commenti (9)

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Rossi Alessio7 luglio 2011

Una pratica barbara senza alcun senso... l'Autrice con questa sua richiama l'attenzione su un'usanza che ancora non viene abbandonata, provocando l'inutile sofferenza di tante bambine... Grande sensibilità,complimenti

Antonio Capolongo7 luglio 2011

E' proprio il poeta che ridesta dal torpore con parole d'allarme... Complimenti all'autrice.

EnzoL7 luglio 2011

mi ha commosso è toccato nel profondo questa lirica, non tanto sulla barbaria inflitta ma tanto sul fatto che a praticarla siano di solito persone vicine alle vittime, mamme, padri, sorelle... un urlo veramente accorato per queste mutilazioni senzienti che s'attecchiscono con radici che affondano su credenze stantie ed inutili...

Giacomo Scimonelli7 luglio 2011

i brividi hanno percorso la mia schiena alla lettura dei tuoi versi... deve essere veramente terribile... assurdo che al giorno d'oggi ciò ancora avvenga... ottimi versi... arrivano dritti al cuore...

Loretta Stefoni7 luglio 2011

La tua poesia pone l'accento su una pratica ancora molto diffusa e a volte voluta anche dalle stesse donne- bambine (sì perché molte sono costrette a diventare grandi molto presto). Frutto di barbare consuetudini diffuse per ribadire l'inferiorità della donna, alla quale non è concesso di godere del suo sesso e cosa ancor più grave, della gioia di essere madre. Lirica molto sentita e condivisa. Brava!

P
Paolo Morganti7 luglio 2011

nooooooooooooooo! mai atrocita' efferata contro le donne seno di neonatalità culla del mondo cattiveria e sadismo poteva essere attuata da uomini padroni detentori del potere e organizzatori di massacri mi vergogno in questo caso di appartenere alla categoria che rende le donne in questo stato. pazzi sadici! scusate lo sfogo non sopporto. comynque brava superlativa autrice che ci dona di una lirica bella con dentro un tema cosi impressionante, scusate ancora il mio urlo.

questo squallore di complessità, purtroppo vale anche per le donne... ed è nefando come atto di libidine... forse non si comprende la gravità...la delizia della vita che onora i sentimenti della purezza che è emblema d'amore e gravemente atrofizzata... nella nuda e sporca infabulazione... che tra i bambini è, il vero trauma dell'anima... POESIA DELICATAMENTE ESPOSTA NEL SUO IMPERIOSO E SPLENDIDO DIRE... COMPLIMENTI

Stefania Stravato7 luglio 2011

Una delle peggiori atrocità che l'uomo nel terzo millennio continua a perpetrare su esseri fragili e indifesi e tanto più barbara proprio perché inflitta da chi dovrebbe difendere l'integrità delle proprie figlie. Applausi di vero cuore all'Autrice per la denuncia, che non dovrebbe mai spegnersi su questo orrendo crimine.

Duilio Martino8 luglio 2011

Sconforto mi assale nel pensare che continua questa pratica... barbara ed ancora più male fa saperla praticata o assecondata dai genitori... Un applauso alla sensibilitò dell'autrice. Intensa e molto apprezzata.