Dichiarazione di un poeta deluso
Gianpiero De Tomi
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Vi pregherei di fare silenzio!
Pare che vi sia di consuetudine.
non attenervi a questo semplice
ma inevitabile, educato dettame.
Se allora, vi fosse di fastidio
il mio seppur pacato richiamo
cianciate pure indifferenti.
E se fra di voi, prediletti avventori
- di questa serata con stelle
senza vero, titolo nobiliare
da esporre come fiore secco
sulle giacchette dai colli ambigui -
vi fosse pure qualcuno
interessato ad ascoltare
sonetti, di dubbio gusto
immeritate odi a donne senza onore
racconti d'amore finiti
nel ventre di una bottiglia
epici drammi di mari in fiamme
spenti da una goccia di malinconia
allora ringraziate il bruscio dei vicini
quel sommesso, odioso borbottare
quell'infimo sussurrare
disquisendo, della cena squisita
irridendo il tempo che muta
sconsigliando la carne speziata
dal sapore che inebria
dannando, la deprecabile zoticona
dal grave profumo di lavanda
avanti al vostro viso scaltro
che copre con il cappello piumato
e superbo sorriso colato
ogni possibile palcoscenico.
Anche a lei, riconoscenti
umilmente, dite grazie
esternando il vostro inchino
perché è il solo, unico e magnifico spettacolo
di cui questa sera godrete.
Non raccontate di dolci versi
inchiostro rubato all'infinito
brezze di sciolti endecasillabi.
Ma soffermatevi sulla maledetta stirpe
di coloro che resero l'arte
bianca avvenenza fra le lapidi
bagnandone le vesti pure
d'assente banalità.
L'essere deluso dalla vita
e da coloro che smilzi vi crescono
è al tempo dei giusti conti della serva
il sangue perso del poeta.
©
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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mario calzolaro9 luglio 2011
una satira di grande effetto... la poesia si segue n rapido facile volo ed è godimento per lo spirito e l'intelligenza.

