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Introspezione 10 luglio 2011 · lettura 1 min · 2932 letture

Nel segno di Proust

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Cent’anni dopo ch’era nato Proust percorrevo le strade di Parigi, col solo scopo, imitando Proust, d’assaporarne i cupi cieli grigi. Con nella mano la "Recherche" di Proust prendevo posto sopra una panchina, cercando piano che l’arte di Proust penetrasse la mia vita meschina. Ma forse allora, di quel caro Proust, ricercavo le "jeunes filles en fleurs", che non ancora, lo direbbe Proust, m’avevano arrecato un "grand malheur" . Ora ho più anni di quelli che Proust aveva al tempo dell’amara morte, e i miei malanni, rileggendo Proust, traggon sollievo da quella sua sorte.
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Quando visitai Parigi per la prima volta avevo 20 anni ed era il 1971, il centenario della nascita dello scrittore: per un suo appassionato lettore, nella città sembrava quasi di avvertirne la presenza; conservo ancora il biglietto del "Musée Jacquemart- André", al boulevard Haussmann, dove potei ammirare la collezione dei manoscritti del sommo romanziere.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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trarre dei sentimenti da un grande quale Egli fu e decantarne il pregio onora chi lo espone col cuore... BELLISSIMA... e sentita complimenti... SPLENDIDO AUTORE

e
ettore zoncorlic10 luglio 2011

Indubbiamene è nello stile personalisimo dell'autore questo ricordo di Proust, e gli è capitato un sentimento che anche io ho provato visitando il paese di uno scrittore che avevo amato nelle sue opere. Osservando i luoghi dove ha vissuto è come si avvertisse, anche a distanza di anni dalla sua morte, la sua presenza e la sua personalità. Originale la strofa finale, laddove il Teracciano, ripensando al fatto che, alla sua odierna età, Proust era già morto, se ne "compiace", sollevandosi da qualche suo piccolo malanno e godendo, direi, di respirar bene, a differenza di Proust che soffriva d'asma. Apprezzabile in questa "meditazione" anche il sottile ed ironico richiamo alle "fanciulle in fiore". Insomma, una piacevole poesia.

Duilio Martino10 luglio 2011

E' bellissima... Candido regalo dell'autore, sempre profondo e impegnato... di uno spaccato del proprio ESSERE... Incantevole!