Nel segno di Proust
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (3)
trarre dei sentimenti da un grande quale Egli fu e decantarne il pregio onora chi lo espone col cuore... BELLISSIMA... e sentita complimenti... SPLENDIDO AUTORE
Indubbiamene è nello stile personalisimo dell'autore questo ricordo di Proust, e gli è capitato un sentimento che anche io ho provato visitando il paese di uno scrittore che avevo amato nelle sue opere. Osservando i luoghi dove ha vissuto è come si avvertisse, anche a distanza di anni dalla sua morte, la sua presenza e la sua personalità. Originale la strofa finale, laddove il Teracciano, ripensando al fatto che, alla sua odierna età, Proust era già morto, se ne "compiace", sollevandosi da qualche suo piccolo malanno e godendo, direi, di respirar bene, a differenza di Proust che soffriva d'asma. Apprezzabile in questa "meditazione" anche il sottile ed ironico richiamo alle "fanciulle in fiore". Insomma, una piacevole poesia.
E' bellissima... Candido regalo dell'autore, sempre profondo e impegnato... di uno spaccato del proprio ESSERE... Incantevole!

