Squallida irrealtà
Quando giravi per casa sembrava normale.
Mi baciavi le labbra,
mi sfioravi,
io mi innamoravo di te.
Ogni promessa sembrava baciata
dalle tue dolci labbra
ed io ingenua
sparivo nel tuo letto.
Giorni su giorni
guardavo attraverso lenti soffuse
la nostra irrealtà.
Un acquario senza pesci,
la tranquillità di un onda leggera,
il sole tramonta.
è arrivata l'ultima volta.
Abbiamo fatto l'amore
era diventato sesso.
E la paura di guardarti
negli occhi ormai scanditi
da nuove ore,
non c'eri più.
Mentre ti abbracciavo
sapevo che non ti avrei più avuto.
Ho nascosto le mie lacrime
per custodire
anche quell'ultimo squallido momento,
in cui non siam riusciti
a riafferrarci.
Son precipitata da un dirupo
e lì mi lasciasti,
sanguinante.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
F
Feiben19 ottobre 2006
Molto triste. Ma scrivi molto bene... Un grande abbraccio.
Pino Penny28 novembre 2006
e una lacrima scende furtiva a cosiderare la triste realtà della delusione d'amore. Stupendo ed emozionante questa drammatica esposizione.un caro saluto.pino
