Lei nella decima
Pietro Roversi
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Come ho fatto a non vederla,
alta e immensa e stronza,
elefantessa nella stanza,
mia gioia e mia speranza,
spessa onda alle reni,
che mi meni
e mi estenui! Ma adesso
so che posso,
che voglio stargli addosso,
e corro scrivo fo di conto,
sorpasso il treno, il finestrino
(dentro la testa gli toccano le mani
affranta e senza un senso a consolarla)
e da quest'ora basta onta,
ora bestia da monta, tarla santa
infilzata al lenzuolo, manichino mariuolo,
e così raddrizzo lo sbaglio, lo getto,
rimetto tutti i pasti di una vita piuttosto
ma non mi arrendo, svengo cado mi rialzo,
mi riaddormento mi sveglio, la inseguo e raggiungo,
e la stringo e la spingo
e ci abbracciamo a lungo, e lungo
e duro è questo futuro in cui la sorprendo,
e la chiamo gli chiedo perdono la abbraccio,
gli faccio la cosa che credo gli pongo la mano
sul posto che vedo, dove
era e doveva, doppio
nodo, pigrizia e valore,
stenti al potere, se adesso mi sono apparenti
l'ombra accecante e dolcissima al centro
della casa me stesso i miei parenti.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
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