Il domani che avanza
Saltiamo sull'ultimo treno
all'alba di un giorno qualunque
cercando un sogno incantato
smarrito sull'erba che dorme.
Ci ritroviamo soli
ai margini del baratro
a studiare i venti
che, docili, ci fanno schiavi.
Il limite è segnato
al suolo con un pezzo di gesso
i nostri piedi sulla linea
gli occhi socchiusi.
Ritmiamo i sospiri
al battito del cuore.
Ululano cani affamati
nel mondo si fa strada il rumore.
I lampi nel cielo
la tempesta è in arrivo
in ginocchio per terra
attendiamo di sollevare il suo velo.
Maschere sui volti
sopra i visi stravolti
dietro le chimere
fatte di carta ed oro.
Disegniamo il futuro
con frammenti di sterco
in silenzio sul muro
affrontiamo paure.
Sonnolento un barbone
cerca in terra qualcosa
trova un pezzo di pane
quella adesso è la cena.
Rasentiamo follie
illudendo il presente
mentre attorno è soltanto
una vita impotente.
Nel silenzio una voce
ed un'altra risuona
la baracca si muove
c'è uno sciocco che stona.
Sono voci di bimbi
che sian vecchi o lattanti
sono voci scintille
che si elevano potenti.
Dentro hanno speranze
sogni, vane illusioni,
dentro vibrano amori e frizzanti emozioni.
Sono suoni di tanti
che hanno alzato il velo
falchi liberi e forti
che hanno spiccato il volo.
Forse il mondo ha speranze
forse non tutto, più, è scuro
queste ali stridenti col potere dei pochi
ci regalano venti che ricambiano l'aria.
Ci fanno sperare
che se avremo la forza
noi potremmo cambiare
il domani che avanza.
©
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