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Riflessioni 18 luglio 2011 · lettura 1 min · 1169 letture

Il giovane cieco

Domenico Politi 14 poesie pubblicate
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Vorrei tanto vedere quella sera, dalle stelle che brillano nel cielo; al tramutarsi la candela in cera. Vorrei tanto vedere quel mattino, dal blu del mare, i prati e i fiori; alla neve su di un albero di pino. Vorrei tanto vedere il mio creato, che riveste tutto dei suoi bei colori; e di quella gioia che non ho mai provato. Vorrei tanto vedere per chi vede, di questa luce che non so che sia; accostandola a quella di un credente. Vorrei tanto cancellar la sofferenza a chi m’ ha cresciuto tra le sue mani che tanto vuol veder nella speranza.
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Grazie per l’avviso a Michele Tropiano, è un errore di battitura. Comunque il 3o verso vuol rappresentare il semplice mutamento di una candela accesa, che agli occhi di chi vede ha perso il suo incanto.

L'autore
Domenico Politi
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Commenti (1)

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Michele Tropiano19 luglio 2011

Ben strutturata la poesia, affronta un tema delicato in modo commovente ma non sdolcinatamente strappalacrime, con un verso sobrio ed elegante. L'ultimo verso però non rispetta la rima e questo mi spezza un po' il ritmo, è come se finisse un po' appesa la poesia.