La Penitente
Massimiliano Zaino
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A terra!... Prostrata a sorte corriva,
supina nel singhiozzo del dolore
ella gemendo... gridando soffriva
supplice ai nembi, al Cielo dell'Amore;
e nello strazio ultimo delle lene,
aspre onde d'un Oceano di singulto,
il seno battendo urlava alle pene
verba senza senso d'affronto inulto.
Quel ciglio!... Mesta l'iride consunta,
stelle senza bagliore le pupille...
ah que' occhi sulla letizia defunta,
que' occhi versâr di pianto amare stille;
e la Tenebra negava l'ascolto
delle dolenti suppliche alla Notte,
dessa che pur d'oscuro nutrìa'l volto
dell'alba Luna tra stelle corrotte.
Oh Pietà!... La Vita che nasce e scorre,
la Vita che muore, lagna di lutto
o demoniaco momento che imporre
duolo desia e sofferenza su tutto;
pugnal che l'innocenza uccide, e gode
qual lampo che spezza il cielo superno,
onde dal Dimonio s'alza la lode
che canta la Morte, esalta l'Inferno.
Lagrimò!... Pianse, qual se'l pianto possa
quello che fu nel tempo delle tombe
rendere, e'l cenere dell'egra fossa
tramutar nel corpo di chi soccombe.
Una Tragenda è il vivere dell'Uomo,
ciclo di giorni e di notti, illusione
che ristora di menzogne l'atòmo...
crudeltà, empietà, orrore... perdizione.
Pianse!... Raccolga l'Eterno nel mare,
recordo de' tempi che fûr, bell'ore
di gaudia Tempesta donde le care
trascorsero immagini, gioje d'Amor.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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