Il suo sguardo

Vagavo tra le celle
di quella prigione
col cuore in tumulto
densa la sofferenza
come nebbia
percepibile al tatto
I prigionieri
urlavano muti
il dolore, la solitudine
e una domanda
"perche?"
Due occhi
più grandi del viso
perso in corpicino
spelacchiato,
coperto da ciuffi di pelo
nero e riccio
segnato da ferite,
una zampina penzolava
storta forse rotta
e non curata
penetrarono il mio cuore
Fissai il mio sguardo
nel suo
e fu amore
un colpo di fulmine,
tutto in quell'esserino
implorava aiuto
allungai una mano
cominciò a tremare
come una foglia
Dio quanta paura scorreva
in quelle vene
Due anni son passati
tra inverni e primavere
mentre accarezzo
il suo morbido manto nero
ancora ci chiediamo
"perchè?"
©
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L'autore
cristina biga
ciao a tutti i poeti mi chiamo cristina ,ho 49 anni, sono sposata da 31 ed ho due figli Luca di 30 e Camilla di 26. Amo molto la lettura , la musica classica e alcuni cantautori di cui il preferito è F. Battiato, iQueen ed altri miti del passato, il cinema e naturalmente il mio hobby preferito è scivere... Il mio so
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