Alla tua porta
Maria Grazia Vai
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Sa di nostalgia l'aria che scivola dai tetti
come l'odore di lavanda dopo un temporale
Quel sentirti tra i canti addormentati delle cicale,
dietro i vetri che si aprono al giorno
tra un vociare di passi
e mani silenziose.
Là, dove il cuore non arriva
dove torni a bruciarmi gli occhi.
Eppure, c'è ancora tanto azzurro in quella stanza
come di polvere buona sul tempo che scorre.
L'odore dei fiori e delle nuvole
che ci siamo vissuti
Quei fiori di vento tenuti al riparo
Nessun inverno. E mai primavera.
Là, dove il cuore
fugge e s'invola
Come uccello di rovo, cantando l'Amore
alla tua porta
muore.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita24 luglio 2011
splendida delicata poesia d'amore e di nostalgia complimenti
Duilio Martino24 luglio 2011
Leggere certi pesie fa bene... e questi sono versi che regalano emozione... Complimenti! Bellissimi!

