L'inverno in Paradiso
Giorgia Spurio
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D'argento, e piccole,
come luci che sembrano farfalle.
Zitte, e soffici, come l'asfalto
dove la sera si trasforma,
tra le strade e le pause
impresse sui vetri dei finestrini.
Dove l'ombra prende forma,
come sposa che si avvinghia ai lampioni,
lasciando un profumo in fuga,
come dèa divenuta cervo,
come bacio detto e mai dato.
Batte, come il piede
correndo, verso la fine delle città.
Nuvole, pesano come ossa
portate dentro l'anima,
imprigionata dalle congetture,
dai pensieri di chi non vuole memorie,
né trapianti o farse d'innamorati.
Nembi,
grigi d'angeli privati di bocche,
dove il paradiso si colora d'azzurro,
o forse, di viola, senza respirare.
Paradiso,
che stretto nel pugno
si scioglie, gocciolante
come miele frantumato
di uve, nel silenzio.
-E non ha sapore...-
Commozione...
come un'amara leggiadria
fusa in rugiada,
come lo spartito suonato
dal cieco
che prova amore,
per le sorde mimose.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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B
Barba25 luglio 2011
Ha spunti visionari e versi intensamente onirici. La trovo veramente coinvolgente.
