Pattume esistenziale
Grazia Longo
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Percorre le vie
-senza marciapiede-
del cielo
questa noia mortale
che m'assale
d'improvviso
alla gola
e m'invade.
Fiumi di noia
senza ponti
tra ieri e domani
irrompono esondano
e trapassano la casa
invadendo la piazza
d'acqua e di limo.
Pioggia sporcata di terra.
Lacrime di cielo
che la terra non asciuga.
E io vivo come sasso l'onda.
E scrivo davanti a un semaforo rosso.
Aspetto un treno non mio
su una strada ferrata sbarrata
e scrivo su una busta gialla.
Pattume pagato a duro prezzo
messo in ordine
nei bidoni di differenziata.
Resta pieno
il secchio del resto
-indifferenziata-
che vuoterò da sola stasera
sotto un cielo senza luna
nel silenzio d'un secco rifiuto.
Intanto vivo.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Duilio Martino26 luglio 2011
Molto bella questa analisi spieta del presente... Bella anche la chiusa... ma forse sarebbe stato aggiungere..."ANZI SOPRAVVIVO". trovo la lirica molto intensa e proposta in versi molto efficaci!
Loretta Stefoni26 luglio 2011
Versi incisivi e significativi, che vibrano intensamente dentro ... mi sento molto vicina al tuo sentire. Complimenti!


