Di luce un varco

Non sono tasse
né sono obbligate
e da millenni
adornano le case.
Del sole ai raggi
spengono gli ardori
differenziando il mondo
dentro e fuori.
Quelle più antiche
da noi conosciute
presero il nome
donde eran venute.
Con stecche in legno
son massicce e grevi
ma poca resistenza
a sole e nevi.
Se non ben mantenute
vanno in pezzi
ma noi non più a curarle
siamo avvezzi.
Quasi or ne vedi sol
resti cadenti
in casolari tristi
e fatiscenti.
Quanta tristezza
in me voi suscitate
cadenti infissi
in case abbandonate!
Oggi ne abbiam di nuovi
assai più lievi:
son di metallo
e ancor all'occhio fieri;
ma manca in loro l'anima
e il rigore;
son forti e belli
ma non hanno un cuore.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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Laura Sensoli26 luglio 2011
Bellissimo rievocare e fraseggiare prendendo in considerazione le finestre di una volta. Bellissime le rime. Complimenti!
