Poi, fuggita via
angelo cora
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Sei stata primavera, d'un venticello nuovo,
fiori colori, sapori bellezza poesia,
d'occhi azzurri e sole di questa vita mia
Sei stata il mio tormento, le densa mia allegria,
sei stata il primo amore, quella forte emozione,
quel senso di follia
Prima voce chiara tra note di canzone a dirmi ch'eri mia,
come l'uragano che oscura tutt'intorno, arriva tutta un tratto
e l'oltre spazza via
Sei stata primo vento a carezzar la pelle, prima lacrima ribelle,
a calar sopra un sorriso, sei stata il primo cielo a darmi il paradiso
Sei stata prima stella a splendere davvero, la oltre quella cima,
d'un dolce mio pensiero
Sei stata prima vela a solcar questo mio mare,
primo tocco dal fare un po speciale, la pelle far tremare
Prime labbra dolci, sulla bocca mia, sfiorar questo mio volto,
ancora un po velato, da facile trasporto di queste dita mie
Primo sguardo a varcar confini della mia anatomia
Prima fonte vera, a darmi quel piacere che sfiora la pazzia
Prima notte, di quel gusto sottile d'un corpo femminilie
lasciato senza veli, disteso sopra il mio
Prima alba sincera d'un sabato sera, di quella gioventù,
che proprio come te, poi è fuggita via
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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