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Comicita' 29 luglio 2011 · lettura 1 min · 1576 letture

Liberazione

P
Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Io ora su me stesso accovacciato scrivo versi a rigar candore versi ad espletar poesia su un notes stracciato financo su carta morbidamente rotolosa. Il mio datore di paga a ore mi paga ora salario riposante su bisogno impellente che ogni essere appaga. Concetti rivoluzionari appartengono al passato oggi non macinano neanche il macinato, del pluslavoro e plusvalore è rimasto appena un sentore. Paradisea classe operaia sonnecchiante sugli allori riposante imborghesita mente non lotta neanche minimalistica mente. Tutto piano piano viene riassorbito delle lotte evapora il frutto dei diritti rimane il fatto di essere pagati mentre si sta ca... pendo e fare uno str... enuo sforzo di liberazione.
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E faccio della comicità amara su me stesso visto che sono operaio e nostalgicamente guardo alle lotte per ottenere poco e pensare che ero convinto che con i giovani leoni si potesse sbranare un poco di diritti in più, invece dobbiamo difendere con le unghie quelli che abbiamo conquistato nel passato. Rido con profonda tristezza nel vedere menti obnubilate dal falso progresso e dal tritacarne del consumismo me ne dispiaccio cerco di proporre autocoscienza ma l'operaio oggi egoisticamente si offre come carne da macello al datore di lavoro scatenando lotte fratricide tra operai stessi.

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Commenti (2)

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DonnaFPgreeneyed29 luglio 2011

Apprezzo questa lirica che pur inserita in 'comicità' per quel piccolo particolare in cui si fanno 'bozze'; poiché l'ispirazione arriva quando meno te l'aspetti, tratta argomento profondo, senza ironia aggiunta. A mio avviso, oggi ci sono meno lotte di categoria perché con il precariato e la mancanza di lavoro fisso, la persona'Lavoratore' non ha una vera identità, non riesce a 'sentire' la categoria d'appartenenza. Il primo diritto per cui ora si sente di lottare è il 'diritto al lavoro". Per chi un lavoro fisso ce l'ha, è anche giusto che usufruisca dei diritti acquisiti e se può nire l'utile al dilettevole... ben venga. Complimenti all'Autore che nel giro di poche ore ha saputo esprime il suo sentire, con egregie composizioni.

EnzoL30 luglio 2011

caro amico ... leggo i tuoi versi ma poco rido. un sorriso si è sollevato . ma era un sorriso rassegnato, di chi leggendo si rende conto della varità celate dietro i bei versi... l'identità è andata perduta... ormai viviamo in un mondo in cui ognuno conta solo su di se... ci hanno separato... ci sono riusciti... rimane la speranza... almeno quella ancora non ce la possono togliere... bella e condivisa