Ridendo castigat mores

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Il nostro Poeta eccelso, in questa satira di ribellione, dal sapore molto intimo e amaro, a mio avviso, ci pone una profonda riflessione sul donarsi o donare l'amore a chi (di dovere?) quando si è presi d'altri pensieri. Sempre a mio avviso, difficile- impossibile accostarsi a coloro che non sono l'"Oggetto" dei propri desideri . Apprezzata! Questa la mia interpretazione, se errata, non me ne voglia l'Autore.
attuale lirica: oggi purtroppo ci castigano non ridendo ma sogghignando emozioni economiche a loro favorevoli. complimenti amico poeta di nottate insonni a ricercar verità e ispirazioni( che grazie a Dio non ci mancano mai). ad maiora semper
essere amore, donarlo e anche riceverlo... un regalare piacere a chi non merita tra mani usurpatrici che violano pelle candida... oltre il tema trattato mi colpisce l'utilizzo che spesso fa l'autore di parole come Golem ed altre... gusci vuoti o svuotati dalla violenza imposta dall'oppressore... sono sempre piacevolmente colpito dalla profondità di pensiero di Pulse... e sempre lancia dardi infuocati contro l'usurpante potere... una lotta che ammiro e che spalleggio in toto... ps: te li faccio anche qui i complimenti per la meritatissima nomina ad Autore della settimana...
avvince questa lirica che rievova il Golem e ne fa metafora... per quei cuori che pur dentro dentro mura di pietra, amano... condannati da aguzzini all'acquiescenza... sognando amore, nascondendo lacrime calde... sul cuscino... sapendo e tacendo... e quanto ancora si potrebbe dire, e per questo, formidabile poesia, che si presta a chiavi di lettura sempre nuove... una ribellione che può esser fatta propria, adatta ad ogni personal sentire... apprezzatissima!


