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Ribellione 1 agosto 2011 · lettura 1 min · 1524 letture

Ridendo castigat mores

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Talamo di rovi per quanta noia provi freddo golem inanimato resti muto immoto piacere freddo cuore gelido doni all'usurpatore avido. Scorrono mani ruvide grezze membra di opprimente mente sulla setosa tua pelle di pesca vellutata. Gocce di algido sudore imperlano la fronte cinta di corona irta di spine una lacrima calda riga la guancia scende lentamente bacia il cuscino si perde nel trasporto d'amore sognato. Giammai concederti potrai nel freddo congiungimento di circumvenzione e protervia solo all'amore penserai e fredda statua tu giacerai.
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Paolo Morganti
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Commenti (4)

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DonnaFPgreeneyed1 agosto 2011

Il nostro Poeta eccelso, in questa satira di ribellione, dal sapore molto intimo e amaro, a mio avviso, ci pone una profonda riflessione sul donarsi o donare l'amore a chi (di dovere?) quando si è presi d'altri pensieri. Sempre a mio avviso, difficile- impossibile accostarsi a coloro che non sono l'"Oggetto" dei propri desideri . Apprezzata! Questa la mia interpretazione, se errata, non me ne voglia l'Autore.

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vinfra471 agosto 2011

attuale lirica: oggi purtroppo ci castigano non ridendo ma sogghignando emozioni economiche a loro favorevoli. complimenti amico poeta di nottate insonni a ricercar verità e ispirazioni( che grazie a Dio non ci mancano mai). ad maiora semper

EnzoL1 agosto 2011

essere amore, donarlo e anche riceverlo... un regalare piacere a chi non merita tra mani usurpatrici che violano pelle candida... oltre il tema trattato mi colpisce l'utilizzo che spesso fa l'autore di parole come Golem ed altre... gusci vuoti o svuotati dalla violenza imposta dall'oppressore... sono sempre piacevolmente colpito dalla profondità di pensiero di Pulse... e sempre lancia dardi infuocati contro l'usurpante potere... una lotta che ammiro e che spalleggio in toto... ps: te li faccio anche qui i complimenti per la meritatissima nomina ad Autore della settimana...

Angela Fragiacomo2 agosto 2011

avvince questa lirica che rievova il Golem e ne fa metafora... per quei cuori che pur dentro dentro mura di pietra, amano... condannati da aguzzini all'acquiescenza... sognando amore, nascondendo lacrime calde... sul cuscino... sapendo e tacendo... e quanto ancora si potrebbe dire, e per questo, formidabile poesia, che si presta a chiavi di lettura sempre nuove... una ribellione che può esser fatta propria, adatta ad ogni personal sentire... apprezzatissima!