Vetri spezzati opachi
Cammino su macerie
che sembrano fresche
e invece è passato del tempo,
mi faccio male calpestando vetri
qualche scheggia arriva fino a me
ma sono poche ormai.
Una dimensione che non è più
ma che in qualche modo c'è ancora
solo per me,
non so perché ritorni a quei ruderi
è una stanza del tempo
della tortura.
Lieve e persistente,
dovrò abbandonarla,
ora la osservo inerme
nei vortici di momenti sbiaditi
in cui si perde la memoria.
©
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L'autore
agata mondo
non mi sento una poetessa ma una persona che cerca di guardare il mondo con poesia, che purtroppo si scompone per la maleducazione altrui, per l'attaccamento allo spicciolo, per la ricerca affannosa di qualcosa per sentirsi superiori agli altri. si irrita per l'intolleranza, per l'ignoranza, per l'abitudine ormai diffu
Commenti (1)
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Giulia Gabbia5 agosto 2011
Una lirica ben stilata dai versi profondi ... piaciuta
