Hiroshima

Pervase eran le strade,
s'andava ignara gente
dal quotidiano presa
per sbarcar gli stenti.
Caldo, il sole
in quel dì d'agosto
s'era destato.
Tutto era usueto
pur non fosse,
tempo normale.
S'avviavan
vocianti a scuola,
non sbocciati fiori,
innocenti passi,
tra risa e sogni,
camminavano.
Un rombo,
fu un lampo
luce al magnesio
più forte, dell'amico sole,
vento d'uragano
squasso ogni struttura,
dentro quella conca
una fornace cosmica
annientò ogni natura.
Si cristallizzò il tempo
più nessun futuro
più nessun lamento,
il sole nucleare,
della stoltezza umana,
bruciò ogni creatura.
E fu silenzio,
silenzio di morte.
Silenzio ...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Asociale
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
