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Sociale 6 agosto 2011 · lettura 1 min · 1068 letture

Hiroshima

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Pervase eran le strade, s'andava ignara gente dal quotidiano presa per sbarcar gli stenti. Caldo, il sole in quel dì d'agosto s'era destato. Tutto era usueto pur non fosse, tempo normale. S'avviavan vocianti a scuola, non sbocciati fiori, innocenti passi, tra risa e sogni, camminavano. Un rombo, fu un lampo luce al magnesio più forte, dell'amico sole, vento d'uragano squasso ogni struttura, dentro quella conca una fornace cosmica annientò ogni natura. Si cristallizzò il tempo più nessun futuro più nessun lamento, il sole nucleare, della stoltezza umana, bruciò ogni creatura. E fu silenzio, silenzio di morte. Silenzio ...
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all'istante furono annientate 130mila persone, e non per una catastrofe naturale, che sarebbe più giustificabile, ma DELIBERATAMENTE e non erano neppure soldati, ma bambini, donne, uomini e vecchi INERMI, per un insensata logica di guerra

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