Un tuffo nel vuoto
Con me
la fragilità di quell'equilibrio mentale
che con fare subdolo
aveva percorso...
scuotendo le spalle...
le stagioni della mia giovinezza...
recando danni di immane misura.
L'ossessione
di proteggermi dall'inevitabile
mi fece adorare
gli dei della tranquillità
rallentando
giorno dopo giorno
la mia vera quotidianità.
I repentini cambi d'umore
mostravano il brutto
e il bello delle mie azioni
non riuscendo mai a capire
se fossi la vittima
o l'omicida.
Adesso però sono qui
sull'orlo di un baratro
a pensare dove
o cosa avrei dovuto fare
o essere per non trovarmi qui
o che
indifferentemente da tutto e tutti
ci sarei comunque arrivato.
Troppo tardi per le considerazioni.
L'adrenalina sta crescendo...
vado.
Spero che quell'elastico
tenga veramente come dicono.
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Commenti (4)
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V
Virginia28 ottobre 2006
Certo che mi hai fatto stare con il nodo in gola... per tutta la poesia crei questa sensazione di attesa per qualcosa che deve accadere... e poi... ci lasci sospesi sull'orlo del precipizio con una forte emozione.; -
Cristina Khay28 ottobre 2006
Bellissima... riflessione molto profonda che ci trascina con te... ovunque tu sia. Chiusa pazzesca... Cri
Pino Penny28 ottobre 2006
è questo che si pensa, prima di buttarsi con la corda elastica? Allora è da provare, per farsi l'autoesame.bella chiusa.
Barbara Di Lorenzo28 ottobre 2006
mi fai pensare alla mia vita, vissuta spesso vissuta secondo gli dei della tranquillità, gli stessi che mi suggerivano la strada più facile, la stessa strada che pian piano mi faceva morir dentro... B


