Dimenticare Venezia
dov'è quel rosso di labbra
che imitava i tramonti?
mi scorrevi sulla pelle
come l'acqua dei canali
quando alla Giudecca
comodo cadevo nella profondità
dei tuoi capelli neri
ora ho davanti
una fila di ricordi
nell'attesa
qui a piazzale Roma
di rivedere la città
sempre in movimento
come noi lo eravamo
così precari simili
ai palazzi cadenti sulle onde
con la tua pelle bianchissima
a riverberare lanterne
mentre la paura di perderti
era come le spirali
delle paline degli approdi
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