Alla Morte
Giovanni Facchetti
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Generosa signora che a tutti si dona
ma che nel mondo sei solo odiata
e vieni respinta da ogni persona
qual'è la causa ti sei domandata?
Tu ti presenti da teschio vestita
e nella mani brandisci le falci
se così io ti vedo per la mia dipartita
certo è sicuro che ti prendo a calci,
prova a indossare pizzi e merletti,
presentati a noi in veste succinta
compari soltanto se giaciamo nei letti
e non ti vedremmo da mostro dipinta.
Noi non abbiamo troppe pretese
ma un attimo prima di essere morti
cerca di essere un poco cortese
e dicci almeno dove ci porti,
perché a noi piace veder posti nuovi
ma lì dobbiamo restare in eterno
e non si sa tutto quello che trovi
che sia almeno un ambiente moderno.
E se del corpo non ti vuoi occupare,
è solo un involucro senza importanza
che sia sottoterra in cenere o in mare
sia che sia bello o che abbia prestanza,
però tu dell'anima devi aver cura
per mano prendila e stalle vicino
devi insegnarle a non aver paura
falle capire che leggero è il cammino,
Raccontaci luoghi di prati verdi
dove rivedi tutti i tuoi cari
dove il sorriso lì mai non perdi
e tutti vengon trattati alla pari.
E anche se dici qualche bugia
per rendere il viaggio un poco lieve
avrai buona accoglienza, almeno la mia
e la tua attesa sarà meno greve.
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L'autore
Giovanni Facchetti
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele9 agosto 2011
con dolce fantasia porti FANTASTICA POESIA, sulla morte la signora delle tenebre in un ruffianismo perfetto, è MERAVIGLIOSA... COMPLIMENTI

