Acque allo specchio
Stravolto il volto vòlto ad un etere piovoso,
Da qui, sui vetri che appannano di gocce,
mentre è il pianto, distrutto per la pietra,
E un sorriso a sorsi, a farsi vitto al cuore;
Se il perituro ansimo a quel fragile lembo
Di carta, le scritte col sangue, per le notti
Senza il sonno, ha più vita della sua morte,
adesso, no! Cessami il respiro e sii la Sorte!
Ai cavalli sterzati dalle fruste clandestine,
sono forti gli zoccoli, vola leggero il crine,
oltre l'oltre vanno leggeri e vispo l'occhio:
Perché fissarli? Perché crescermi lo strazio?
Certe vite son nate dal nulla, né altre pretese
Né un orgoglio né il pane procacciato; certe
Vite son nate per il vano e falso guato, ahimé,
del frangere lacrimoso, quando più alcuno c'è.
Non credere che domani sarà meglio; perdi,
Perdendo alfine ogni speranza pia di sperare:
Lei è morta con Te, in cielo, la Luna, le stelle,
Soltanto lassù puoi esserci, e forse la tua vita.
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L'autore
Antonino R Giuffré
Nato nel 1988 ad Acireale in provincia di Catania, dove tuttora risiede, da una famiglia di modeste origini. L’ambiente ristretto e parassitario del suo paese determinano già in giovanissima età le inflessioni pessimistiche del suo pensiero, che trova ampia eco nell’elaborazione dei suoi scritti, in poesia come in pros
Commenti (2)
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carla composto12 febbraio 2012
la trovo bella sentita versi ben stilati degni di un bravo poeta...
Berta Biagini31 marzo 2012
Ogni verso vive di una luce propria, nella quale potremmo aprire un varco portandoci poi in un mondo ove una dietro l’altra porte si apriranno e dove ogni vita avrà il suo culmine.

