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Sociale 12 agosto 2011 · lettura 1 min · 2321 letture

Ferragustando improvvisando

omissam 412 poesie pubblicate
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stolto fino allo sfoltimento m'incespuglio in viali ombrosi... claudico ma tiro innanzi sforbicio ma non poto e poi, aragostando chiaviche agostiane, m'infilo in dedali d'infraditi scalzi. Ma perché così disadorno? alacrizzo sempre il pensiero, anche sacerdotizzandomi sovente, ecumenico collerico, eppur niente si (s) muove! dovrei dedicarmi allo studio... fertilizzarmi su terreni negletti infossarmi su dentici identici addossarmi scansandomi ma la mia amica dalla pompa sismica direbbe che perdo lustri luccicosi... luccicanti? mi rimane la prosa, sapete, ero un prosastico un dì... ora no, ora cialtroneggio in bustine di semi girasolanti. Vabbè va, ascolto ancora una volta yessongs lavo calzini bitumanti magno la solita pizza catramante e me ne fotto! monsignoreggio, il giusto.
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...il caldo romano miete...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (3)

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devo ammettere che nel mio lessico c'è un grosso buco cosi mi sono dovuta armare di dizionario per comprendere alcune parole, ahimè la mia ignoranza non ha fine... comunque a parte il mio handicap sono stata colpita da questa poesia che nell'insieme cattura e ipnotizza il lettore, sarà il caldo, il sole d'agosto o la pizza che ha fatto fare indigestione ma, mi è piaciuta assai...è forse una lezione per qualcuno? per me sicuramente lo è, da oggi mi leggerò il dizionario cosi da poter avere un lessico migliore...

DonnaFPgreeneyed12 agosto 2011

Un bel proseggiar di prosa e verseggiar in versi, in un buon cazzeggiar tra dedali romani, sotto er sole, ferragostiano, della magica Roma. e ti invidio, d'invidia buona... Il titolo mi ha fatto sorridere e con coerenza, l'ho letta sorridendo, apprezzandola per quei particolari neologismi che ben rendono l'idea.

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mfm Luigi Mancini13 agosto 2011

Vorrei dire tante parolacce golose e dedicarle tutte a te MAGNIFICO POETA! L'ironia di te stesso è una statua di cera in un museo di statue di cera ma la tua statua di cera si sciglie e si riforma fallicamente esatta alle tue folli ma folli idee... che tanto eccitano l'unto lettore... Sei grande!