Bruciano le città
Ilguardianodelfaro
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Iniziano stanche
e scolpite di cemento
nella gioia del tarlo oscuro
di un'età senza tetto.
Estremi da diporto
impennati sugli occhi spenti,
caotica ragione da difesa.
Già corre, non nata, fonte di ritrovo
civiltà appesa all'esempio sperimentale
non indulge al seme della terra,
prigionia ribelle riordinata.
Senz'aria tra maglie immobili
scoscese a picco sulla speranza
purché il sociale appagato rimanga.
Fiumi ubriachi in pianto
nel lutto di natura
avvezza anomalia conforme
sulla pietra affranta di solitudine.
Fumo sparso di moda e vizio
peli di dattero fuori terra natia
conclamano l'odissea in foce cieca,
sia dunque perenne la colpa.
Sul passo della cecità
sempre pronta la spada
pel consiglio: rimpianto.
Giochi ritmo e frenesia
sovrastano la cupola dell'uomo
col sudore dell'ignoranza,
arare il mare non la terra
questo piace al non pensante.
Quando l'avido di marmo
tornerà sul manto di speranza,
giù tuoni di pioggia
el diluvio pagherà.
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L'autore
Ilguardianodelfaro
ilguardianodelfaro al secolo Denis Cornacchia, nasce a Cassino (FR) cinquantadue anni or sono, nel lontano aprile del 1960; appassionato di narrativa e poesia, da circa sette anni è in continua ricerca del proprio stile narrativo. Approda nel sito clubscrivere.it nel 2008 e per mancanza di tempo libero si allontana pe
Commenti (1)
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mario calzolaro13 agosto 2011
probabilmente taluno potrebbe trovare "non facile" questa lirica che è profonda di contenuti e che mi è molto piaciuta davvero

