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Introspezione 13 agosto 2011 · lettura 2 min · 4790 letture

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Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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È un cappello verde sul capo che ha lo specchio, e lacrime riflesse sui denti. Mi hai disegnato monco, con un bastone, mi hai disegnato con i capelli bianchi. E voglio gridare di essere Regina d'Inghilterra, un pazzo che conquistò l'America. E le mosche si posano sulla pelle, succhiando nettare dai vetri e dalle pupille, sulle quali non sono già più io. Vi pare che le rondini abbiano ali solo per volare? O che le fanciulle si raccolgano i capelli solo per inebriare di profumi al bianco collo le inerzie degli uomini? Disegnami... così come io sono. Aprimi lo scrigno, e accarezzerò le punte delle matite, sarò una linea sottile, grigia, apatica, su di un foglio a pieghe. E l'anima sembra avere un ghigno, come le allucinazioni delle psicosi, cigni che ballano ad un teatro senza spettatori. -Sono l'unico plauso della platea- Ho aperto l'armadio... -non ho cappelli verdi- E di paglia sarò il nuovo sposo dei corvi, diviso tra spighe di grano e richiami di cornacchie... -Guardami... ho un copricapo blu- Scendendo verso le scure onde che le strade plasmano sulle vetrine di negozi, i pallidi manichini salutano i passanti, ed ho visto il mio nome su di una croce, di pietra. Chi è tutta questa gente che sembra camminare senza meta? -Personaggi in cerca di un cuore-
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Così è(se vi pare)-Pirandello. Nell'ultimo atto, dopo una vana ricerca di prove, viene condotta a casa di Agazzi la moglie del signor Ponza, l'unica in grado di risolvere la questione dicendo la verità sulla sua identità. Con il viso coperto da un velo nero, afferma di essere al contempo sia la figlia della signora Frola che la seconda moglie del signor Ponza mentre di sé afferma di non essere nessuna: "io sono colei che mi si crede". Interviene così Laudisi, dopo una risata: "Ed ecco, o signori, come parla la verità! Siete contenti?"

L'autore
Giorgia Spurio
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