Passanti
Giorgia Spurio
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È un cappello verde
sul capo che ha lo specchio,
e lacrime riflesse sui denti.
Mi hai disegnato monco, con un bastone,
mi hai disegnato con i capelli bianchi.
E voglio gridare di essere Regina d'Inghilterra,
un pazzo che conquistò l'America.
E le mosche si posano sulla pelle,
succhiando nettare dai vetri
e dalle pupille, sulle quali non sono già più io.
Vi pare che le rondini abbiano ali solo per volare?
O che le fanciulle si raccolgano i capelli
solo per inebriare di profumi al bianco collo
le inerzie degli uomini?
Disegnami... così come io sono.
Aprimi lo scrigno,
e accarezzerò le punte delle matite,
sarò una linea sottile, grigia,
apatica, su di un foglio a pieghe.
E l'anima sembra avere un ghigno,
come le allucinazioni delle psicosi,
cigni che ballano
ad un teatro senza spettatori.
-Sono l'unico plauso della platea-
Ho aperto l'armadio... -non ho cappelli verdi-
E di paglia sarò il nuovo sposo dei corvi,
diviso tra spighe di grano e richiami di cornacchie...
-Guardami... ho un copricapo blu-
Scendendo verso le scure onde
che le strade plasmano sulle vetrine di negozi,
i pallidi manichini salutano i passanti,
ed ho visto il mio nome su di una croce, di pietra.
Chi è tutta questa gente
che sembra camminare senza meta?
-Personaggi in cerca di un cuore-
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L'autore
Giorgia Spurio
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