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Morte 14 agosto 2011 · lettura 1 min · 1681 letture

Il boia

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Scende greve come anatema la lucente affilata mannaia brandita dalle ruvide mani del boia sul collo del pavido reo mozza la testa e l'anima redenta per sconto del fio. L'eletto ignoto Caino mai sarà additato assassino del fratello, implorante pietà giudicato da giusta giustizia giustiziato da regole empie e da folle cecità. Si nasconde vaga nell'ombra nel divino succo di Bacco i tormenti e la mente adombra ma oramai giace nel fondo del sacco. Triste risveglio tra offuscati pensieri scorge in fondo alla via del passato le ombre e patiboli neri dove fu fatta crudele e umana giustizia. L'ignoto ha colpito nel nulla nascosto le teste ha mozzato nel nulla è rimasto.
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Anche se non si saprà mai chi è tra i tre boia nominati quello che schiaccerà il pulsante o abbasserà la leva o darà la scarica mortale fermo rimane il fatto che la pena di morte non dovrebbe essere eseguita da nessun fratello.

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Paolo Morganti
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Commenti (10)

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Caterina Tagliani14 agosto 2011

Sono con te in merito alla pena di morte, considerato che nessuno può "disporre della vita propria od altrui", e certamente consideriamo barbari quei luoghi ove ancora questa legge vive. Talvolta però, quando ti toccano un familiare o senti parlare di pedofilia e quant'altro e tutti stanno a... spasso in attesa di giudizio, o si trascinano processi 20 anni e poi ...tutto tace, ecco non so personalmente cosa farei... i tre boia... solo nei romanzi di Dumas potevi risalire per salvare qualcuno, ma questa è solo... fantasia. La poesia mi è piaciuta molto, complimenti

Michele Tropiano14 agosto 2011

Sai anche io sono contro la pena di morte, ma per un altro motivo: per me la morte non è una punizione, al massimo lo è in periodo in carcere prima di essa in cui il condannato aspetta l'ultimo giorno, ma la morte in sè non può essere una punizione, anzi, è una liberazione per chi ha commesso un grave misfatto. Per me molto più punitivo è l'ergastolo, nelle carceri italiane soprattutto! Se io dovessi scegliere l'ergastolo o la morte, sceglierei senza ombra di dubbio la morte!

TUTTO condiviso in questa fenomenale e fantastica POESIA... TRA LA BELLEZZA POETICA UN BRIVIDO UMANO al terrore fratello che per motivata giustizia porta questo ignobile fardello... che spettacolo è DIVINAMENTE STUPENDA E MOLTISSIMO SENTITA

Aldo Bilato14 agosto 2011

"c'è qualcuno che non sa, più cos'è un uomo"... questo per quanto riguarda il tema qui trattato... in merito alla lirica, un plauso sincero... cià*

Sara Acireale14 agosto 2011

Condivido in toto la pena capitale è un'aberrazione e dovrebbe essere completamente abolita dalla faccia della terra. Nessuno (nemmeno lo stato) può decidere della vita dei cittadini. La legge sulla pena capitale è qualcosa di raccapricciante e anche quando si tratta... di pedofili o di "mostri", dopo che sono trascorsi 14 o 15 anni nel braccio della morte, magari queste persone sono cambiate, si sono redente, non sono più le stesse e... allora? Grazie all'autore Pulse che ci ha prospettato in versi un argomento difficile e sempre... con stile e bravura.

Angela Fragiacomo14 agosto 2011

Riflessione potente senza mezze misure, che mi trova pienamente d'accordo... là dove trionfa la vendetta sociale, spacciata vigliaccamente per giustizia... e lo scempio dell'umana pietà si compie a freddo... sotto gli occhi avidi di coloro che si credono vittime e succhiano il veleno del carnefice... ed è tale la vigliaccheria del gesto, che il boia è a sorteggio, inconsapevole... così che gli si renda il favore di toglier ogni colpa, giacché racconterà a se stesso e al mondo... che magari non fu lui a dar la morte! Mirabilissimo questo poetare al servizio dei sentimenti scomodi, quelli più veri... in versi che inchiodano alla coscienza umana universale, il lettore sensibile... superfluo aggiungere che merita fiocco e segnalazione!

mario calzolaro14 agosto 2011

già...l'uomo! L'uomo che giudica... e punisce, colpisce e, alla fine, UCCIDE... nel nome della "giustizia"!

Fiammetta Campione14 agosto 2011

Sono e sarò sempre contro la pena di morte per la stessa ragione che dichiara l'Autore di questa lirica, non si può uccidere un nostro simile. Chi compie questo atto secondo me (ma forse soggettivizzo troppo chissà!) muore ogni volta un po'. Come si fa a vivere con quel peso? Certo a volte si affaccia la tentazione, quando senti storie di violenze gratuite, pedofilia e simili, ma se la giustizia funzionasse le cose sarebbero diverse. Un applauso all'Autore che con sapienza e veemenza mette in versi un argomento scomodo e difficile, fiocco!

DonnaFPgreeneyed14 agosto 2011

Ritengo scontato lo sdegno verso chi decide di punire con la morte- fisica un 'fratello' legalmente o illegalmente. Di fatto, questa è la mia interpretazione, per questa encomiabile lirica di spessore, alle quali ci ha abituato il Poeta; ogni giorno noi, scusate, potrei dire, io- tu- lei- lui- etc. volutamente, con un pizzico di sadismo o per non ferire la sensibilità, solo soddisfazione insulsa, o involontariamente uccidiamo- metaforicamente un nostro vicino, amico- nemico- compagno- congiunto, con un nostro comportamento non completamente -etico- . Questo non è meno doloroso per chi subisce, anzi! La morte fisica, si tende a velocizzare. La morte metaforica, psicologica, si prolunga nel tempo. Non me ne voglia il Poeta per questa

Maria Mele14 agosto 2011

Anche io mi trovo d'accordo con il poeta. La pena di morte non porta giustizia, ma solo un ulteriore assassino che porterà questo fardello tutta la vita. Nella società ce ne sono già troppi e non abbiamo bisogno di altro male... lirica molto piaciuta...