Foresta in fiamme
Ilguardianodelfaro
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Candide e ariose foglie dei boschi
dal coro votivo s'innalzarono al cielo
sui mastici portentosi di resina
a chiarir l'aria
guardiani di purezza.
Tornarono in tanti
pel festino sull'ombre dedicate,
quel manto zaffiro perduto per sempre
colpito dall'orde informe
lasciò gocciole e rugiada pesta
memore di secoli fecondi
ascesi all'addio con veemenza e terrore
sui branchi disarcionati del demone umano.
Celarono gioia e colore
sotto le vesti dell'innocenza
e cenere su terra morta
con l'anima muta ridente di sofferenza,
e un perdono per tornare nuovi
pregaron accanto ai fiumi della vita.
Ma le foglie non ci son più
ne madri a palafitte
sulla natura scorticata,
insalivata dal male,
solo deserto muto
sul mobile terreno affranto
e un cigolio urlante
nel vento senza braccia... senza foglie.
©
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L'autore
Ilguardianodelfaro
ilguardianodelfaro al secolo Denis Cornacchia, nasce a Cassino (FR) cinquantadue anni or sono, nel lontano aprile del 1960; appassionato di narrativa e poesia, da circa sette anni è in continua ricerca del proprio stile narrativo. Approda nel sito clubscrivere.it nel 2008 e per mancanza di tempo libero si allontana pe
Commenti (2)
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Shelly Nicole Del Santo14 agosto 2011
E' desolante una foresta in fiamme, gli alberi sono metafora di vita. La natura è ciò che ci avvicina di più al Soprannaturale, ma l'uomo non ne è consapevole. Poesia molto bella e densa di riflessioni... complimenti all'autore
mario calzolaro14 agosto 2011
è urlo di dolore ed atto di accusa questa forte lirica... non posso che esprimere adesione e plauso


