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Introspezione 15 agosto 2011 · lettura 2 min · 5926 letture

Nel cuore della Belle Epoque

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Sarebbe assai piaciuto a me abitare il cuore dello spazio e di quel tempo che faceva la gente entusiasmare, la Parigi del Millenovecento. Lì si poteva allora conciliare il rinnovato spirito del tempo con quello ch’era ancora naturale, due dimensioni viver nel contempo. Prodotti della terra degustare avrei potuto, con sapore denso, quando era ancora in uso concimare il suolo onestamente (almeno penso) . Avrei tanto gradito sorseggiare, in restaurant di lusso di quel tempo, le coppe di champagne, e contemplare i volti di persone in quel momento. Ed erano persone da ammirare, che forte svolta davano a quel tempo, psicologi, scienziati, quasi un mare di gente che a quel mondo dava accento. Nei locali potuto avrei incontrare i bevitori poveri d’assenzio, e vedere (la droga era legale) diafane morfinomani in silenzio. La Tour Eiffel ancora singolare, come ardito regalo di quel tempo, allora c’era, con quell’iniziale linea di bel métro fresco d’avvento. Di donne assai eleganti navigare poi dentro gli occhi per un po’ di tempo mi sarebbe piaciuto, e diventare ogni giorno più esteta e più contento.
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Alcuni sostengono che assomigliamo più ai nostri nonni che ai nostri genitori, e i miei quattro nonni (uno giovanotto, una adolescente, e gli altri due ancora bambini) erano vivi e vegeti nel 1900; anche se vivevano nelle loro cittadine di provincia e non erano mai andati a Parigi, avranno certamente respirato la particolare aria di quel periodo... Per quanto riguarda l’uso di droga allora, cfr., ad esempio, "Il testo drogato", di Alberto Castoldi, ed. Einaudi, 1994.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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Lorenzo Crocetti15 agosto 2011

Il romantico e sognatore Terracciano si porta con la fantasia ad un'epoca non troppo lontana nella quale avrebbe voluto conoscere il fascino di Parigi inizio di secolo. Ed è il suo un pensiero che sorvola anche le nostre teste, sia pure con gusti ed ambientazioni diversi. Però la Parigi di quel tempo doveva essere particolarmente affascinante davvero. E allora mi unisco all'amico Antonio e, insieme a lui, che avrà (spero) piacere della mia compagnia, mi trasporto in quella sorpassata ma indimenticabile Parigi che conosciamop da vecchie foto e da ritagli di giornali dell'epoca nonché dalle descrizioni dei tanti artisti d'allora. Alziamo il calice di cristallo di Boemia e beviamoci, in un locale belle epoque de Paris, uno champagne di classe.