Mantide
Pamela Li Manni
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Parevi mantide in sosta vietata
felice d'esser osannata
In posa, come sposa senza velo
davanti al riflettore
abbagliato da una luce di mistero
Raschiavi il superfluo
co' le zampe tue dentate
per addentrarti nell'utile bisogno
di sentirti Amato... adorato...
e come ragno insegna
tessevi la tua tela
senza vergogna...
Quanta pena accolgo
pé l'imbroglio ch'è la Vita tua...!
Quanto spreco di briciole di pane
che formiche reclamano al banchetto
d'una tavola rotonda senz'assetto
coperta da tovaglia
dal perimetro quadrato
che spazio lascia
di quel legno malformato
lucidato a specchio
ove il viso mio rifletto
Quel disegno s'è insolcato
in quel legno ormai rigato
Cos'anima questo foglio?
Geroglific'immaturi
che rigano un volto
segnato dall'esperienza
che Vita offre:
carta straccia sul tavolo dell'inganno.
©
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L'autore
Pamela Li Manni
Commenti (1)
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mario calzolaro16 agosto 2011
...quanta amarezza lascia dentro e dietro di sè l'inganno... eppure v'è chi di mendacio vive. Solidarietà e plauso .

