Tempi folli
Nel caso assurdo
io uccida il mio tempo
resta la noia ad incolparmi.
Accusativo.
E come uno zoom
sui vasi pericolanti;
li avvicino senza chiamarli.
Nominativo.
Un aforisma per ogni goccia
che cade lenta nel pomeriggio.
Nell'aria infastidita
sembra agitarsi tutto e niente.
Sono solo casi.
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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In Venere veritas19 agosto 2011
che immobilità... nella grammatica del non esistere, anche qualcosa come un accento ha il sapore di un tornado
Clara Gismondi19 agosto 2011
E già...tempi folli... dove l'azione si veste del nulla e dell'inutilità della parola. Dove noi siamo colpevoli della noia che il tempo ci restituisce quando noi lo uccidiamo. La vita non è un caso o non è frutto solo di quello e in questo io ci vedo una possiblità. Ma spesso come Sartre dice "la noia di vivere ho incontrato" dove non c'è lotta e speranza... Bellissimo il tuo componimento!


