Tornando dal rientro... senza fine
Ilguardianodelfaro
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E così ero caduto
nei meandri dell'oscurità
fluttuavo
nei sotterranei dell'inconscio
appeso all'asta della bandiera
pronta
per essere sventolata,
un incubo.
Tentavo di risalire
e sempre riaffogavo
nelle luci d'emergenza
della non vita terrena.
Attore di varietà
o vittima dell'infattibile?
Dicevo: ero vivo
e tutt'intorno s'armava di rientro
piogge vento e solitudine
col paracadute sull'abisso,
riflettevo l'inganno su di me.
Ero morto
sui tavoli del capitalismo
solo e inutile numero umano
dove l'agonia è per pochi fortunati,
incombeva verso i fari del dogma
e insidiava sui sentieri d'irte cime
a luce spenta per l'ultimo addio.
Era ieri
che il vento scalciava a sella vuota
era ieri
che il destriero cercava la mia mano,
battaglie di vita senza funivia
sui laghi e fiumi incantati
dai castelli di re improvvisati.
Era il tempo mio finale
che di sole solo l'ombra
ma di luce vera e diversa
saliva sui tetti antichi
del mio pensier perduto,
senza remore.
E così ero caduto
sui calli del dio falso
e ombre e gloria,
si inutil vita,
ondeggiavano senza scia,
la quinta stagione senza senso.
Si, ero caduto
e cercavo me senza cercarmi,
riflettevo ormai
sul risveglio in braccio alla vita.
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L'autore
Ilguardianodelfaro
ilguardianodelfaro al secolo Denis Cornacchia, nasce a Cassino (FR) cinquantadue anni or sono, nel lontano aprile del 1960; appassionato di narrativa e poesia, da circa sette anni è in continua ricerca del proprio stile narrativo. Approda nel sito clubscrivere.it nel 2008 e per mancanza di tempo libero si allontana pe
Commenti (1)
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Luigi Arcopinto20 agosto 2011
Versi intensi ed estremamente originali... Letta, riletta ed infiocchettata... Davvero splendida, complimenti!

