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Satira 21 agosto 2011 · lettura 2 min · 1714 letture

Furbi e minchioni

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giuseppe gianpaolo casarini 1524 poesie pubblicate
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Da due ore siamo in fila e la coda non si muove lo sportello della posta è già pronto alla chiusura quale iella che sfortuna qui bisogna ritornare poi si sente una vocina ho la mamma all'ospedale grave prossima a morire su lasciatemi passare commozione generale si si può accomodare sorridente eccola là la sua pratica sbrigata giro l'occhio e per caso guardo là fuori sull'opposto marciapiedi ride pure una vecchina la mammetta sì morente della furba signorina, in attesa seduto sono nel salone dell'infermeria che il sangue cavar mi devon per poi questo analizzare alto centoventitré il progressivo bigliettino di chiamata non so quanto tempo in ansia dovrò quindi qui aspettare guarda caso ma non strano una voce forte roca strafottente senza in faccia alcun guardare lesto del laboratorio la porta apre e poi grida come a se stesso: "con l'infermiera sol devo parlare", dopo cinque o sei minuti poi riappare questo tale con al braccio un vistoso cerottino e ridendo infin saluta quel centinaio me compreso di minchioni abbindolati. Ai parcheggi alle vie prese contromano non si contan le furbate quanti invalidi tu trovi pure medici fasulli lì mai visti residenti patacche false sui cruscotti improvvisate di disabil carrozzine non più oggi come un tempo patria Italia di poeti navigatori e santi ma di furbi e di furbettini e per equo contrappeso di fresconi e di cretini.
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Tipici vizi italici... questo agir spesso s'incontra!10 febbraio 2013
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini

Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione

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Commenti (4)

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Paolo Morganti21 agosto 2011

Hai illustrato, con versi rimati scritti bene e piacevoli da leggere, una insofferenza tutta italiana che mi sta sullo stomaco ed ogni volta sfocio in litigate infinite complici alcuni impiegati alcune infermiere alcuni personaggi che invece di far rispettare la fila si lasciano abbindolare tanto per loro non cambia nulla sempre lì devono stare e credo che qualche volta godano pure, hai illustrato anche la maleducazione che regna in strada e nei parcheggi dove solo la prepotenza la fa da padrona mi viene voglia di sfasciare le auto di chi ruba il posto mentre tu attendi, mi fa rabbia l'invalido non invalido, mi fa rabbia il nullatenente miliardario, così come mi fa rabbia il politico che esercita tre lavori e fa consulenze milionarie.

piacevolissima e veritiera nel suo incantevole... odora di meraviglioso splendore in cui la stupenda società comporta... BELLISSIMA SATIRA... POETICO STUPENDO E POESIA BRILLANTE... COMPLIMENTISSIMI... GRANDE

Vilma21 agosto 2011

brillanti versi molto veri che oggi qui mi hanno fatto sorridere... anche se sorrido molto meno in quei frangenti... dove credo che si dovrebbe usare rispetto verso gli altri. Apprezzata e letta con piacere

B
Barba22 agosto 2011

è godibile dall'inizio alla fine; ed è così veritiera che non si può non immedesimarcisi. Chi non ha vissuto situazioni del genere? L'ho trovata stilisticamente perfetta, per la categoria, e per il tema affrontato. Complimenti, molto bella!