Giorni di pietra
Maria Grazia Vai
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E' un orizzonte ferito
da un ferragosto ombreggiato
che ha stinto l'anima
e oscurato anche l'alba
E attraversato
l'azzurro degli occhi
come fossero grida
murate vive nel cuore
Come flebile pianto,
poi muta in silenzio
e dal silenzio,
il suo tormento beve
E' mormorio di dolore
tra un'eco e la vita
a scandire i contorni
di questi giorni di pietra
dove tutto, anche il fiume,
gli alberi, il vento
non fa rumore,
né trasparenza, né un senso.
Ma mi rimane impresso, e sopravvive
ad un'estate di grigio
e nero sopra i vestiti
Mai più girasoli
gemmeranno ancora.
Soltanto foglie bagnate,
sporche di passi e malinconia.
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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M
Moreno Tonioni21 agosto 2011
Giorni di pietra, a sottolineare una ferita che non appare eppure duole. Giorni di pietra a sottolineare una sofferenza sgomenta che pare impossibile gestire... o quantomeno lenire. La pietra simbolo di durezza e negazione della vita, ma anche simbolo di protezione nel suo poter generare rifugio. Ho letto più volte questa dolorosa lirica e le sue coinvolgenti metafore... una poe pubblicata in amore perché narra d'uno spezzato amore, che spezzato mai sarà grazie al ricordo. Le foglie bagnate verranno spazzate via dai venti e la malinconia verrà quietata dal passare del tempo che suggerirà nuovi passi in un dolce ricordo. I girasoli gemmeranno ancora, come gemmerà l'ardore e lo slancio verso una solita eppur diversa vita
