Respirando il vento
Maurizio Melandri
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Interpretassi stelle
leggerei arcani segnali
onde concentriche
che irrorano il plesso solare
sparigliando
rabbia e solitudine
in un fazzoletto
Avessi udito fine
ascolterei le note
di un diapason di cristallo
che accorda il mio Cuore
potrei percepire il Vento
sfioccare le nuvole
Ed allora
felicità e tristezza
mi socchiuderebbero in egual misura
le palpebre
la Notte
serrandomi a palme aperte
le tempie delicatamente
seminando sogni
di pace e accettazione
Non voglio pensare
di giorno
Il giorno
metta pure tutto a soqquadro
pervada di ostacoli
il mio cammino
e rifletta il Vuoto
Ma la Notte
nel silenzio più silenzioso
nel contatto perfetto
di tutte le cose
con il loro Centro
Voglio ascoltarti
come musica oceanica
eco sciamanica
che tramanda rare
le vite degli illuminati
Stringendo le nostre Catene
d'oro fuso al petto.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (2)
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Franca Donà astrofelia22 agosto 2011
assolutamente meravigliosa, affascinante e ricca di phatos . Un tocco di spiritualità e concentrazione portati da un vento che è balsamo e sogno della notte .
h
hy ju23 agosto 2011
E' nel silenzio che niente può impedirci di ascoltare la nostra interiorità. Il càos del mondo finalmente s'acquieta e noi restiamo soli con la nostra vera essenza. Ha una sua dolce musicalità, ammaliante.

