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Introspezione 23 agosto 2011 · lettura 1 min · 1584 letture

IL caduceo

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Nel mio vuoto diporto ancora non attracco né vado in porto e galleggio senza toccare il fondo. M'ondeggio nella risacca ma non aleggio e né dileggio scevro da ogni roccioso pensiero. Ondivago mi perdo nel buio più fondo e senza respiro affondo nel mio inconscio tremendo e da lì morte attendo. Suicido le gioia gridate nell'animo esaltate nel cuor stilettate nella mente marchiate ora nella polvere spente silenti come brace ardente. ...E non soffiateci sopra ché ogni alito vivente la fiamma ravviverà splendente ed io non voglio ora che solo morte sopravvenga nella mia corporea dimora.
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Paolo Morganti
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Commenti (9)

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DonnaFPgreeneyed23 agosto 2011

Un 'esposizione triste, da periodaccio, in un verseggiar d' ottime rime. I Poeti, è noto, vivono di frequente di nera melanconia ed il Maestro con grande estro, riesce a cogliere nel suo 'mal di vivere' momentaneo, (gli auguro) quelle sensazioni che si percepiscono a pelle ma che inondano mente e cuore sino ad arrivare a dire... ciò che dice nella chiusa. Rime che NON lasciano il tempo che trovano, fanno certamente riflettere. spero che il Poeta- Autore sia un fingitore ...very good! "Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente." di Fernando Pessoa personalmente direi che 'Amen' si possa rimandare tranquillamente a, fra 100 anni.

C

una lirica molto musicale, velata di malinconia, molto intensa, complimenti notevole

Sara Acireale23 agosto 2011

Una bellissima poesia molto intensa e triste che trasmette... brividi di paura e mi auguro veramente che il poeta sia un fingitore. Me lo auguro con tutto il cuore. Su con la vita Signor Pulse... e complimenti per i meravigliosi versi

Angela Fragiacomo23 agosto 2011

I momenti neri oscurano il sole e perfetta è la metafora del mare che rappresenta l'inconscio... un mare tumultuoso e tetro... infine brace... sotto la cenere, che non si desidera ravvivare... per non gioire e poi soffrire ancora... ché la vita è questo... intensa... fortemente passionale... piaciuta molto

EnzoL23 agosto 2011

un testo che mi ha travolto, insoliti e spettacolari versi, l'autore dimostra di saper affrontare egregiamene sia testi ottimistici che temi più tristi... un amarezza che sento arivare sul fondo e graffiare le pareti dell'anima stessa... uno splendore doloroso che conservo e consiglio... sempre grande ... versi da urlo!

Fiammetta Campione23 agosto 2011

Ma la brace chissà cosa conserva e custodisce... Magnifico e coraggioso viaggio introspettivo che l'autore compie mettendosi in discussione senza tanti complimenti, non tutti e non sempre sono disposti a farlo. Complimentissimi, fiocco!

Patrizia Ensoli23 agosto 2011

Graffiante introspezione, bellissima e malinconica ... Una stanchezza che, non lascia scampo... lasciarsi vivere per non soffrire... E, attendere il completamento dell'opera ... Così la sento... Complimenti!

Luigi Arcopinto23 agosto 2011

Un'introspettiva in versi intensi e molto graffianti... Lirica piaciutissima, complimenti!

Maria Mele23 agosto 2011

Un'introspezione molto malinconica espressa in versi meravigliosi. I brutti periodi, si sa, vengono per tutti, soprattutto per i poeti...