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Riflessioni 23 agosto 2011 · lettura 1 min · 4392 letture

Il Lago all'orizzonte

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Hanno curvato i rami, hanno contato le piume nelle rughe, e hanno colorato di nero le radici, per nasconderle. Hanno baciato nuvole poi scomparse, hanno abbracciato silenziose stellari voglie d'anziano, sì, gli uomini che parlano. I nonni che seduti guardano –secondo voi- il vuoto, mentre all'orizzonte a loro si svela l'infinito, o forse l'eterno. Sì, quegli uomini che parlano, quegli uomini che tornano bambini, e forse addirittura piangono. Se si portasse loro regalo, un fiocco rosa e un fiocco blu, da annodare alle vene del polso, con i palloncini che credono d'esser mongolfiere, con aquiloni che amano immaginarsi deltaplani. Forse i pagliacci smetterebbero di esser depressi, farebbero suonare il naso rosso, e sposerebbero le ragazze di Woodstock. Ma gli autobus fanno frastuoni, e raccolgono nelle loro pance, fino ai sedili posteriori, gli uomini che si addormentano... Dicono che li portano al Lago.
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Giorgia Spurio
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Commenti (4)

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Rossi Alessio23 agosto 2011

Sono rimasto decisamente colpito da questa poesia che trovo di una sensibilità enorme, veramente apprezzata per stile e contenuto. Segnalo e conservo. Complimenti

Loretta Stefoni23 agosto 2011

Accidenti! Da brivido ... non trovo le parole per esprimere tutto il mio plauso a questo eccezionale componimento poetico. Segnalazione e segnalibro. Complimenti ... una poesia che lascia il segno. !

un tocco di sensibilità in versi molto originali e pieni di ritmo e colore, stupenda davvero.

Aldo Bilato23 agosto 2011

non so perchè, ma questa tua, mi fa venire in mente "qualcuno volò, sul nido del cuculo"... la scena in cui Nicholson, porta in gita i "picchiatelli"... sull'autobus e poi a pescare... c'è tutto un mondo da capire in quella scena e nell'intero film... come in questa splendida tua prova!... complimenti Giorgia... cià*