Tra oceani e mari e deserti, e savane
Giorgia Spurio
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Hanno pronunciato suoni
come preghiere, perle nei rosari spezzati,
e hanno danzato nei fiumi
e dormito sotto grandi foglie.
Li chiamano fiori di ciliegio,
come ali che allargano i bambini,
correndo sui prati,
attenti a non calpestare le anime
tra i petali rossi dei celesti fiori.
Li chiamano alcioni,
che percorrono i venti del sud
assieme alle cicogne bianche.
Un urlo portato nell'orecchio,
saggiamente in pace,
e nel silenzio come l'elefante
che accosta udito
alle fiabe del bambino più piccolo.
Le chiamano amicizie,
che i delfini sigillano senza parlare,
e che i cetacei abissi celano nell'addome
come gravida madre
che darà superficie all'alba.
E ci sono mari
che le gobbe delle fobie
portano fin dentro,
fin nei seni, assorbendo le tempeste,
e ci sono lacrime, -a cui tu cambierai nome-
perché i leoni le berranno,
pur di, all'orfano neonato,
dar poi, dalle aride -somale-
mammelle, il latte.
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Giorgia Spurio
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