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Morte 26 agosto 2011 · lettura 1 min · 1373 letture

Contrapunctus XIV

marilinda santi 46 poesie pubblicate
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senza terminarlo ti canto un canto piano e mi racconto com'era il nostro tavolo di cene a litigi e dolcezza. Racconto piano curvandomi come kammaros domestico a visioni all'indietro per andare avanti a cogliere la mia voce anecoica. Che resta ora - stupefazione capovolta! - se non stridere straziata? O straniata ridere del mio dolore? Ma non del tuo... viaggia (duecentonovantanovemilasette centonovantadue virgola quattrocento cinquantotto km/sec è la sua velocità) viaggia nel mio ruggito di stella implosa milioni di anni fa, ancora visibile per stregoneria celeste e sempre torna senza andarsene mai e mai non potrò eseguire il finale del Contrapunctus XIV perché il Compositore è morto
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A Teresa che per ventotto anni ha composto la mia vita e anche da "altrove" non termina di farlo. L'inizio della poesia coincide con la fine per cui, arrivati in fondo, si ricomincia da capo e il brano non termina mai. Il canto piano è una linea melodica che non obbedisce ad alcun ritmo se non a quello del testo. Il compositore a cui si fa riferimento è Bach.

L'autore
marilinda santi

Musicista. Studia dapprima pianoforte e di seguito si diploma al Conservatorio G. Verdi di Milano in Musica corale e direzione di coro, Composizione e Composizione elettronica. Come musicista il suo principale campo d’interesse è lo studio delle relazioni tra voce, linguaggio e timbri elettronici o elettroacusti

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Commenti (7)

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In Venere veritas26 agosto 2011

la velocità della luce incurva lo spazio e la materia e noi come anelli infiniti, come anelli di bach continuiamo a lungo, per sempre, a ritornare su noi stessi, che siamo gli altri, stretti nella sorellanza degli atomi e dei pensieri.

il pensiero sullo splendido icorporato in fantastica POESIA... canta il suo melodioso... riportando quel sentire che ci unifica nel quantitativo astratto per comprensibile ovvietà al dolore... d'un grande... GENUINA E SPLENDIDA

Michele Tropiano26 agosto 2011

Poesia davvero originale e ben stilata, se l'hanno messa nel portfolio è perché non ne hanno compreso la portata e il reale valore in sé. L'ho trovata molto Bella seppur criptica: un concetto però emerge dai versi, il ciclo della vita infinito, il ciclo degli anni e delle stagioni che sì ripetono, oltre la morte. O almeno così l'ho interpretata. Da leggere attentamente per coglierne anche i suoi particolari aspetti stilistici, come giochi di parole e consonanze. Forse sì doveva prestare più attenzione alla ripartizione dei versi e delle strofe, ma va bene ugualmente...

Davide Romano26 agosto 2011

La fuga, alla velocità della luce, esaltata da suoni stridenti, strazianti e ruggenti... quasi a ricercare l'essenza di questa poesia, un'essenza incompiuta perché il compositore( Bach) è morto... Resto stranito dalla scarsa vena degli autori a pubblicare questa poesia nel portfolio... !

X
X Bruna Rossini28 agosto 2011

Sono poche le poesie che leggo usando la voce ma questa mi crea il bisogno di farlo. Tanto bella l'immagine e la sensazione che deriva dalla prima strofa, nostalgica e tenera introduce al crescendo doloroso. Sussurro... perché mi accorgo di invadere, con la mia esigenza, il clima di quella stanza. Apprezzo la scelta dei termini utilizzati nella terza strofa, ruvidi come le domande poste. Significativo è porre il dolore, illimitato, in un limite dato da un fattore che è umanamente inarrivabile, inconcepibile per enormità. Poi il senso d'incompiuto si somma al dolore.

Amara11 settembre 2011

...vedere questo testo in portfolio... ha un sapore di beffa... lo ritengo (io ovviamente) il migliore scritto dall'autrice... costruito, ma senza farlo sentire... pare un parlarsi immediato... questa circolarità che preme... senza uscita... e questo risuonare d'altri... in luce spenta... c'è un senso del dolore pungente ma senza lamento... spero davvero ne vogliano modificare il destino...

C
Claudio Toccafondi27 ottobre 2011

Ho letto per Caso - cui sono grato - questa lirica che ho trovato splendida per ritmo e canto (bellissimo e assai colto l'abbinamento musicale) nonché profondissima. Con tutta umiltà e ammirazione dico: siamo su alte vette, mi riprometto di leggere le altre poesie.