Il filo spezzato
Antonella Modaffari Bartoli
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Non ti chiederò, di concedermi
un gesto, una parola, né del perché
resti immobile, come nell'arena il
vincitore.
Il trofeo che ora stringi in mano
gocciola sangue, incoerenza, che ti
porterà solitudine e pianto.
Ora la tua ombra, al fianco,
mi cammina e il tuo mutismo
grida a squarciagola i soliti banali
e tristi ritornelli, che vagano
da una all'altra donna, senza
amore, senza distinzione.
Per te sono soltanto bambole
inanimate, alla quale ti aggrappi
per divertirti un un mese o forse due.
Sempre col passo avanti, pronto a
spiccare il volo, non appena ti accorgi
che il gioco si fa duro.
Ed ora sola guarderò il tramonto
mentre tengo stretto tra le dita,
un capo del filo rosso della mia
passione.
Guardo le stanche vele navigare,
sul grigio lago, che parla già di un
solitario d'autunno.
©
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