Sono wadi d'acqua pura
Barbara Golini
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a Palmira mi soffermo con la sete del sapere
non ha confini la curiosità, ti spinge fino alle rive dell'Eufrate
alla fonte che scorre sempre fresca
corro verso il wadi che disseta queste terre
ascolto le parole di Zenobia e il rumore di catene d'oro
intanto il suono d'una lingua antica solletica le mie orecchie
è il richiamo di sempre quello che mi porta a lei
mi sorprendo teneramente commossa
non ricordo quando iniziò quel mio talento
non saprei dire perché sento musica- parola
un concerto, note che volano sulla mia testa
non confondo, distinguo inesorabilmente
rami, ceppi infiniti di Babele
navigo come nel liquido amniotico
mi diverto ad indovinare
affino le abilità limo le differenze
scopro l'unicità semantica qui
a Maalula dove si vive nel passato
della croce di Cristo neanche qui se ne fa tesoro
schiaccia il silenzio, le parole periscono a colpi di fucile
eppur ne schivano l'incontro
Santo Graal dell'animo umano
rinnovabili ad ogni dimenticanza
amore, pace e libertà
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
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omissam28 agosto 2011
riesci sempre, in modo velato ed ermonioso, a sorprendere, sia per l'intensità e la latente profondità-una delle tue più belle, a mio modestissimo parere...

