Immondo banchetto
lady oscar
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Ho parole afone
e non mi nutro di stelle
Il mondo è un giardino finto
muti gli uccelli sui rami
esangui i fiori senza radici
Non squilli d'Indignazione
né colori di Speranza
l'Anima bendata
tra strati d'Ingordigia e Incuria
brancola
nell'azzurro metallico
Questo immondo banchetto
dovrà pur finire
i ventri esplodere
le carni ai vermi
Resteranno gli alberi avvinti alla terra
l'acqua decantata
le parole che incendiano
...la porta socchiusa
e gli occhi di miele
a rimirar le stelle
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lady oscar
Commenti (3)
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EnzoL28 agosto 2011
beh... io l'avrei postata come 'ribellione', perché e questo quello che manca allo schifo giornaliero, saturi come panini di mc donald ciondoliamo ormai privi di forza, non siamo incazzati né felici, siamo neutri come sapone per le mani... lobotomizzati che vagano... ma sembra che sia sempre cosi prima dello scoppio... come il mare cheto prima dello tsunami... forse faremo in tempo a godercela... un testo che ovviamente condivido e che spero venga letto... ps: piaciuti molto terza e quarta strofa!
C
Citarei Loretta Margherita28 agosto 2011
secondo me è vana speranza la tua, sembra non importare niente a nessuno, poesia condivisa e molto apprezzata
Franca Donà astrofelia28 agosto 2011
stupenda! una verve straordinaria, un impeto che sa di ribellione, inno e speranza x un mondo migliore.


