Il bocciolo rosso
Giorgia Spurio
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Il vento spezza foglie,
come granelli per fiumi,
rossi si riempiono di sabbia,
che si posa leggiadra
-come sangue-
sulla pelle del cielo.
Indaco di piccoli fiori
tra le ossa delle dita.
E le ciglia che si chiudono,
al tocco del viola
sulle nuvole, come tempera
si ricoprono di mantelli,
il velo opaco dei corpi goffi e leggeri.
E starnazzano le anatre incinte di stelle,
verso una meta che non ha nome,
tra oriente e occidente,
in cerca di una luna che ha il colore della neve
e il silenzio ramato degli spiriti d'antilopi.
Si confondono, come mani
si intrecciano i sentieri delle striature
che appendono antichi preludi,
tra le chiome di nefeli e passaggi ad archi
di cattedrali a volta, gotiche speranze
e fantasmi che hanno un filo di cuoio
tra le labbra, appuntato,
un sogno che si dischiude,
nel bocciolo, così il tramonto.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Loretta Stefoni28 agosto 2011
La magia dei colori avvolge l'iride nell'incede di un verso intrigante, disseminato da intense metafore che coinvolgono in mado impressionante i sensi del lettore. Tutto il mio plauso.
Aldo Bilato28 agosto 2011
un quadro impressionista pennellato da sapiente mano sensibilità non comune nel saperne cogliere gli aspetti profumi colori riverberi della natura e della vita l'incedere...


