Quel che non posso tacere
Gianpiero De Tomi
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Le spine, le vorrei sulla tua pelle
profonde e dolorose, sino all'anima
piantate per restare, evocando
demoni dalla lunga memoria perenne.
Resterei a guardare, senza muovermi
ascoltando la notte avanzare loquace
insinuandosi nelle pieghe del delirio.
Non crederesti, quanto potrei restare
a fissare il tuo sguardo, sorpreso
attimi interminabili sul filo teso
labbra secche, senza più nulla da dire
mani indifferenti legate da volontà
che ne cingerebbero i polsi spellati.
E forse allora varrebbe la pena
attendere l'alba, cerchiata di rosso
di ogni altro giorno stracciato.
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Gianpiero De Tomi
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