Ma poi sarebbe molto più semplice
Gianpiero De Tomi
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Ed se un giorno, lo sconosciuto cielo
ci spingesse verso le nostre iniquità
spargendo terra sulle nostre bocche?
Schiacciati dai veli rossi di rabbia
appiattiti sulla fredda terra
annuseremmo, l'odore dei nostri passi
il fango diverrebbe fragranza comune
ornamento del viso eroso d'accidia
si confonderebbe fra i capelli
la polvere come maschera inerte.
Tutto diverrebbe irraggiungibile
troppo alto, per un braccio disteso
interminabili orde di striscianti
sulle strade a cercare dignità
indirizzando maledizioni a tratti
a quelle forme bianche fluttuanti
ora molto, troppo lontane.
E con in gomiti insanguinati
dai vetri di sogni infranti
ci sposteremmo verso i nidi
interrati, scivolosi ed umidi.
Nell'unica, possibile forma
di un corpo lungamente disteso
troveremmo gocce di saggia verità.
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Gianpiero De Tomi
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