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Riflessioni 31 agosto 2011 · lettura 1 min · 2243 letture

Ma poi sarebbe molto più semplice

Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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Ed se un giorno, lo sconosciuto cielo ci spingesse verso le nostre iniquità spargendo terra sulle nostre bocche? Schiacciati dai veli rossi di rabbia appiattiti sulla fredda terra annuseremmo, l'odore dei nostri passi il fango diverrebbe fragranza comune ornamento del viso eroso d'accidia si confonderebbe fra i capelli la polvere come maschera inerte. Tutto diverrebbe irraggiungibile troppo alto, per un braccio disteso interminabili orde di striscianti sulle strade a cercare dignità indirizzando maledizioni a tratti a quelle forme bianche fluttuanti ora molto, troppo lontane. E con in gomiti insanguinati dai vetri di sogni infranti ci sposteremmo verso i nidi interrati, scivolosi ed umidi. Nell'unica, possibile forma di un corpo lungamente disteso troveremmo gocce di saggia verità.
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Gianpiero De Tomi
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