Di nuovo guerra

Ancora
Carni dilaniate
Da guerre senza
Senso. Ancora
mestizia di anime
Che avanzano
Nel buio sottile
Di un giorno come
Tanti,
Le mani incenerite
Lanterne
In processione
Ossa Sospinte
Da carni fredde
E del cranio, del petto,
del ventre,
annichilite le viscere
dalla superbia e dall'ira
di un folle;
Di uno dei tanti.
E tu che dall'alto
Osservi
Irrori di lacrime
Il sangue asperso
Da una morte senza senso
Antitesi di una creazione.
©
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Commenti (1)
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filiberto3 settembre 2011
Molto forte questa poesia, con immagini dirompenti. Una vera sorpresa per me che conosco l'Autrice come poetessa dell'amore e degli affetti più teneri. Apprezzata.