Lasciami andare via
Sono nato il 27 maggio 1980 a Copertino(Lecce), ho sempre studiato e lavorato, ho superato 19 esami di giurispridenza senza laurearmi,a Maggio 2017 ho publicato la mia terza raccolta di poesie: NEGLI OCCHI DELLA NOTTE ,la mia più grande passione è ovviamente scivere: scrivere, scrivere sempre e di tutto. Scrivere pe
Commenti (12)
Bellissima introspezione ricerca della libertà personale spezzando catene proprie di un'esistenza troppo dogmatica e ricca di imposizioni. molto bella poeta.
Molte volte la vita ci impone delle catene e l'autore vorrebbe spezzarle... andare via in un mondo dove tutto è più libero, spontaneo e non ci sono catene da spezzare. "Lasciami andare via" è un grido alla libertà di pensiero, di parola, di azione, quella libertà che la società ci nega, dove esistono degli stereotipi difficili da debellare. Questo autore riesce a passare dal suo particolare all'universale e... complimenti per questa capacità
Un forte desiderio di libertà emerge da questi versi, ma le catene dobbiamo spezzarle prima di tutto dentro di noi e così avremo anche il coraggio di essere controcorrente e saremo liberi ovunque, anche dove siamo ora. Bellissima introspezione, molto scorrevole alla lettura.
molto ma molto bella, intensa, metto il fiocco complimenti, apprezzata
L'Autore, guardando nel proprio profondo, lancia un grido che racchiude il desiderio di libertà, libertà dalle catene imposte dalla vita, ma anche da quelle che a volte noi stessi ci imponiamo, non permettendo allo spirito di volare libero... Particolarmente apprezzata, molti complimenti
Un grido di ribellione... introspezione profonda che induce a cercare la libertà altrove, fuori dal quotidiano, fuori dalle mura della propria esistenza. Bellissima, complimenti!
Poesia che parla di libertà e non può che piacermi. Bella musica!
versi che elogiano uno dei beni più preziosi, sentita e gradita notevolnente, apprezzata tantissimo, complimenti!
Momenti legati da pensieri assillanti, da problemi assedianti, da doveri dimenticati che invocano la libertà e, in alternativa, persino la tristezza o la follia, pur di uscire da un clima costrittivo. L'autore ci porta con sè in una natura misteriosa sulle ali dei ricordi e dei sogni al soffio di un vento leggero.
Un'esistenza in perenne conflitto con le proprie illusioni. Una fugacità che si riscopre giorno dopo giorno per scoprire che, in fondo, sempre di illusioni si tratta. Introspezione dolorosa ma necessaria, per ritrovare libertà e soluzioni, alle problematiche trattate.
Un desiderio, una supplica. Lasciami andare per un momento voglio togliere le catene e vagare dentro la mia vita. Voglio mettere le ali e guardare la libertà.
Partire alla ricerca di noi stessi, andare via per ricongiungerci con la nostra parte più intima, quella che ci è negata dalle apprensioni, dai doveri e quant'altro opprime il nostro esistere. Chi, non ha ancora gridato, almeno una volta, "FERMATE IL MONDO, VOGLIO SCENDERE". Molto sentita, gragie







